Le origini

Nel 1976 a Gioia del Colle apre i battenti la prima sezione pugliese del Club Alpino Italiano.

Promotore dell’iniziativa è lo stesso gruppo di giovani che già nel 1970 aveva dato vita al Gruppo Speleologico Gioiese.

La Sezione C.A.I. di Gioia del Colle nasce dall’esigenza di consentire all’attività escursionistica, che spontaneamente si andava affermando proprio all’interno del Gruppo Speleologico, di potersi sviluppare e crescere in un contesto di valori morali e scientifici che solo il Club Alpino Italiano era in grado di fornire.

Ne diviene primo Presidente il Dott. Vito Boscia la cui generosità ed entusiasmo costituiscono il fattore determinante per la riuscita della pionieristica operazione e consentono di superare con successo le non poche difficoltà iniziali, permettendo alla neonata Sezione di conseguire quel giusto grado di stabilità che le ha poi consentito di raggiungere e superare il lusinghiero traguardo di quarant’anni di attività.

In questo lungo periodo di tempo la Sezione ha permesso a migliaia di persone di avvicinarsi alla montagna, ed a ciò che essa simboleggia, col giusto spirito di attenzione e amore dovuto a tutte le espressioni della natura.

Tra i tanti anni di tranquilla attività va purtroppo ricordato il 1988 funestato dalla drammatica scomparsa del socio fondatore ing. Donato Boscia ucciso dalla mafia a Palermo a soli 28 anni;  alla sua memoria, nel decennale della morte, è stata intitolata la Sezione che da allora porta il suo nome.

 

LA STORIA

Il 21 aprile 1970 cinque volenterosi autodidatti (Diego Eramo, Walter Ivone, Angelo Santorelli, Giacomo Svelto, Nicola Cuscito) fondano a Gioia del Colle (BA),  col motto “ad infima terrae”, il Gruppo Speleologico Gioiese (G.S.G.).

Nel volgere di un biennio, grazie all’ingresso e al grande entusiasmo di nuovi elementi (Diego Boscia, Donato Boscia, Vito Boscia, Anastasio Cazzolla, Vincenzo Duraccio, Vito Cardetta, Agostino Jacobellis, Filippo Labellarte, Pietro Milano, Pasquale Policarpo)  ed alla collaborazione con altri gruppi pugliesi, vengono raggiunti i più elevati livelli tecnici allora praticati in speleologia, e attraverso l’attività esplorativa si contribuisce all’incremento del Catasto speleologico pugliese.

Nello stesso periodo il G.S.G. entra a far parte della Società Speleologica Italiana e partecipa attivamente attraverso l’Istituto Italiano di Speleologia di Castellana-Grotte all’arricchimento e aggiornamento del Catasto delle Grotte di Puglia oltre che a completare l’esplorazione delle più profonde grotte regionali tra cui le gravi di Faraualla, Preveticelli e Campolato.

Nel 1973 il G.S.G. dà un contributo fondamentale alla formazione del VII Gruppo del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino – Delegazione Speleologica, dello stesso anno è la partecipazione (Diego Eramo, Walter Ivone) alla spedizione organizzata da gruppi speleo del C.A.I. di Verona, Jesi e Fabriano per il rilievo dell’asse principale della Grande Grotta del Vento – Frasassi, che vedrà i partecipanti impegnati nella cavità per otto giorni consecutivi.

Rispettivamente nel 1976 e 1977 in collaborazione col Gruppo speleologico di Fabriano vengono organizzati due campi speleologici estivi dedicati alla definizione dei sistemi carsici delle Gole di Frasassi (AN).

Nel 1976 per rispondere alle accresciute esigenze di “nuovi orizzonti da esplorare” il G.S.G. istituisce a Gioia del Colle la prima Sezione del Club Alpino Italiano di Puglia continuando poi, negli anni a seguire, a portare il proprio contributo, quale Gruppo Grotte del C.A.I., alla conoscenza del patrimonio speleologico pugliese.

Nel 2013 in seno alla ormai ultra trentennale Sezione C.A.I. di Gioia del Colle  il neo costituito Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese (GASP!) raccoglie l’eredità storica dell’ormai  “vecchio” G.S.G. dando inizio ad un nuovo e proficuo periodo di attività che ha portato nel 2012, grazie al tenace lavoro di Luca Benedetto e dei suoi compagni,  alla scoperta della “Grave Rotolo-Abisso Donato Boscia” la grotta più profonda di Puglia.

I commenti sono chiusi.