Le origini

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CLUB ALPINO ITALIANO

SEZIONE  DI  GIOIA DEL COLLE  “DONATO BOSCIA”

 

Nel 1975 apre i battenti a Gioia del Colle la prima Sezione pugliese del Club Alpino Italiano (CAI); promotore dell’iniziativa è lo stesso gruppo di giovani che già nel 1968 aveva dato vita al Gruppo Speleologico Gioiese (G.S.G.).

L’istituzione di una Sezione CAI a Gioia del Colle nasceva dall’esigenza di consentire all’attività escursionistica, che spontaneamente si andava affermando proprio all’interno del Gruppo Speleologico, di potersi sviluppare e crescere in un contesto di valori morali e scientifici che solo il Club Alpino Italiano era in grado di supportare.

Ne diviene primo Presidente il Dott. Vito Boscia la cui generosità ed entusiasmo costituiscono il fattore determinante per la riuscita della pionieristica operazione e, consentono di superare con successo le non poche difficoltà iniziali, permettono alla neonata Sezione di conseguire quel giusto grado di stabilità che, nel tempo, le ha consentito di raggiungere e superare il lusinghiero traguardo di quarant’anni di attività.

In questo lungo periodo la Sezione CAI di Gioia del Colle ha permesso a centinaia di persone di avvicinarsi alla montagna, ed a ciò che essa simboleggia, col giusto spirito di attenzione e di amore.

Tra tanti anni di proficua attività ha fatto solo eccezione il 1988 funestato dalla drammatica scomparsa di un socio fondatore, l’Ing. Donato Boscia, ucciso dalla mafia a Palermo a soli 28 anni.

Nel 1998, decennale della sua morte, per conservare la memoria, la Sezione CAI di Gioia del Colle ha preso il suo nome.

Nel 2016 viene costituita la Sottosezione di Nardò (LE).

Nel 2017 viene costituita la Sottosezione di Grottaglie (TA).

Nel 2018 viene sciolta la Sottosezione di Nardò (LE).

Dicembre 2019 per rispondere alle nuove esigenze dei soci e in conformità con gli orientamenti del CAI Centrale, la Sezione di Gioia del Colle ha Costituito e approvato il regolamento del Gruppo di Ciclo-escursionistico. 

GRUPPO SPELEOLOGICO GIOIESE (G.S.G.)

GRUPPO ARCHEOLOGICO SPELEOLOGICO PUGLIESE (GASP!)

Il 21 aprile 1968 sei appassionati autodidatti (Diego Eramo, Walter Ivone, Angelo Santorelli, Pasquale Policarpo, Giacomo Svelto, Nicola Cuscito) fondano a Gioia del Colle (BA) il Gruppo Speleologico Gioiese (G.S.G.). fregiandosi del motto AD INFIMA TERRAE.

Nel volgere di un biennio, grazie all’ingresso di nuovi elementi (Diego Boscia, Donato Boscia, Vito Boscia, Anastasio Cazzolla, Vincenzo Duraccio, Vito Cardetta, Agostino Jacobellis, Filippo Labellarte, Pietro Milano) ed al loro grande entusiasmo  con la collaborazione di altri gruppi pugliesi, vengono raggiunti i più elevati livelli tecnici allora praticati in speleologia.

Nello stesso periodo il G.S.G. entra a far parte della Società Speleologica Italiana e partecipa attivamente, attraverso l’Istituto Italiano di Speleologia, all’arricchimento e aggiornamento del Catasto delle Grotte di Puglia oltre che completare l’esplorazione delle più profonde grotte regionali tra cui la Faraualla, la Preveticelli e la Campolato.

Nel 1973 il G.S.G. dà un contributo fondamentale alla formazione del VII Gruppo – Sezione Speleologica – del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino (C.N.S.A.).

Dello stesso anno è la partecipazione (Diego Eramo e Walter Ivone) alla spedizione nazionale organizzata da tre Gruppi Speleo: il Gruppo Speleologico CAI di Verona, il Gruppo Speleologico Jesino e il Gruppo Speleologico Fabrianese con la collaborazione del C.N.S.A. Sezione Speleologica, per il rilievo dell’asse principale della Grande Grotta del Vento – Frasassi, che vede i partecipanti impegnati nelle attività esplorative della cavità per otto giorni consecutivi.

Nel 1975 per rispondere alle accresciute esigenze di “nuovi orizzonti da esplorare” il G.S.G. fonda a Gioia del Colle la prima Sezione del Club Alpino Italiano di Puglia continuando poi, negli anni a seguire, a portare il proprio contributo, quale Gruppo Grotte del CAI, alla conoscenza del patrimonio speleologico pugliese.

Successivamente negli anni 1976 e 1977 in collaborazione col Gruppo Speleologico di Fabriano vengono organizzati due campi speleologici estivi dedicati alla definizione dei sistemi carsici delle Gole di Frasassi (AN).

Negli anni a seguire il G.S.G. contribuisce alla esplorazione e allo studio di numerosi ipogei urbani tra cui i cimiteri sotterranei di alcune chiese di Gioia del Colle e l’antico sistema ipogea di approvvigionamento idrico della stessa città.

Nel 2013, in seno alla ormai ultra trentennale Sezione CAI di Gioia del Colle, il neo costituito Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese (GASP!) raccoglie l’eredità storica del “vecchio” G.S.G. dando corso ad un nuovo e proficuo periodo di attività esplorativa che già dal 2012 aveva portato, grazie al tenace lavoro di Luca Benedetto e dei suoi compagni, alla riscoperta della “Grave Rotolo-Abisso Donato Boscia” risultata, a seguito delle nuove esplorazioni, la grotta più profonda di Puglia.

Gioia del Colle, 2019

Walter Ivone

 

 

GRUPPO ARCHEOLOGICO SPELEOLOGICO PUGLIESE (GASP!)

La grotta esplorata dal GASP!, il gruppo Speleologico appartenente alla Sezione CAI di Gioia del Colle, per il suo straordinario sviluppo verticale può essere considerata un vero e proprio abisso che, con i suoi 324 metri, è la cavità naturale più profonda della Puglia tutt’ora conosciuta.
L’obiettivo principale dell’operazione era quello di realizzare, rispetto a due precedenti esplorazioni, un’indagine particolarmente approfondita della porzione allagata, del cosiddetto Pozzo dei Veneti, che costituisce la parte più profonda dell’Abisso.
La difficoltà dell’impresa risiedeva nel fatto che il Pozzo dei Veneti è parzialmente sommerso per circa 60 metri dalle acque di falda, pertanto ci si è dovuti avvalere di una figura specifica di speleologo: lo speleosub allenato e formato per affrontare sia la normale progressione in grotta sia l’immersione subacquea.
Nella circostanza è stato lo speleosub Vincenzo Ladisa, socio della Sezione e capofila dell’operazione, a realizzare l’esplorazione finalizzata alla ricerca di eventuali rami orizzontali sommersi e possibili condotte di adduzione di acqua provenienti da altre parti della grotta.
Questa esplorazione è stata parte di un progetto finanziato dalla Regione Puglia con la L.R. 45 del 2013  per “l’esplorazione dei fenomeni carsici di recente scoperta“.
Fanno parte del progetto, oltre al GASP!, anche i seguenti Enti: CNR, IRPI, CNR IRSA, ARPA Puglia, Autorità di Bacino, CNSAS, Federazione Speleologia Pugliese, Comune di Alberobello, Comune di Monopoli, Comune di Fasano.