14 maggio 2026 – “I valori etici, scientifici e storico-culturali custoditi dal Parco Naturale Regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano”

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Domenica 14 maggio
“I valori etici, scientifici e storico-culturali custoditi dal Parco Naturale Regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano”.
In occasione dell’evento nazionale “In Cammino nei Parchi – sentieri per conoscere”, promosso da Club Alpino Italiano e Federparchi, il Comitato Scientifico della Sezione del Club Alpino Italiano di Gioia del Colle “Donato Boscia” propone un’escursione all’interno del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

Capigita:
ONC – Renzo Paladini
ONC – Anna Conte
ONCN – Vito Lamacchia
Francesco D’arco

Difficoltà: E (leggere scale delle difficoltà nel ns sito) https://www.caigioiadelcolle.it/blog/scala-delle-difficolta/

Lunghezza: 12 km circa
Dislivello positivo: 200 mt circa
Tempo stimato di percorrenza: 5 ore circa, soste incluse
Località di partenza e arrivo: Masseria Torre Nova, Nardò (LE)

Iscrizione: aperta ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento 2026
E’ obbligatoria la preventiva iscrizione ESCLUSIVAMENTE compilando il seguente form online entro le ore 16.00 di venerdì 12 giugno: https://forms.gle/e4Fu3wrufKgQbHs37

L’iscrizione all’attività si intenderà accettata solo dopo aver ricevuto conferma via Whatsapp da parte degli organizzatori
NB: Non verranno accettate iscrizioni effettuate con altri mezzi: l’unica modalità d’iscrizione è il form preposto

Dopo aver chiuso le iscrizioni, tutti i partecipanti saranno inseriti in un gruppo whatsapp dedicato, all’interno del quale forniremo ulteriori dettagli riguardo l’organizzazione e un incontro previsto all’interno della Masseria Torre Nova dopo l’escursione.

Organizzazione: Appuntamento Domenica 14 Giugno alle ore 8.45 nei pressi della Masseria Torre Nova, Nardò (LE)  https://maps.app.goo.gl/s9MomfZsBGrwUMc76
Partenza escursione ore 9,00

N.B. La località di partenza dell’escursione va raggiunta con mezzi propri. Gli accompagnatori non si assumono la responsabilità di formare gli equipaggi nel caso di condivisione delle auto. Vista la distanza dalla Puglia, si consiglia di raggiungere la località di partenza dell’escursione il sabato precedente pernottando in zona.
Si raccomanda la massima puntualità!

Equipaggiamento: Scarponi da trekking possibilmente con protezione della caviglia (divieto perentorio di scarpe da ginnastica, o altre calzature pena l’esclusione), abbigliamento a strati adeguato alla stagione, acqua, giacca antivento/pioggia, occhiali da sole, cappello, pranzo al sacco e/o alimenti energetici, fischietto, lampada frontale, telo termico, kit pronto soccorso personale (con evidenza del gruppo sanguigno, farmaci personali e segnalazioni di eventuali allergie).
Si consiglia di lasciare in auto un cambio completo di abbigliamento.

Obbligo del partecipante: Essere fisicamente preparato ed in possesso di abbigliamento ed attrezzatura adeguata all’escursione. Attenersi scrupolosamente alle disposizione impartite dai referenti, non abbandonare il sentiero ed il gruppo, nonché collaborare per la migliore riuscita dell’escursione. I responsabili si riservano il diritto di non ammettere all’escursione coloro i quali non dimostrassero di essere in possesso dei requisiti fisici, tecnici o d’abbigliamento necessari. In caso di previsioni meteo avverse l’escursione potrà subire modifiche o essere rinviata a data da destinarsi.
I partecipanti sollevano i Capo gita e la Sezione da ogni responsabilità per qualsiasi incidente o inconveniente dovuti alla propria personale imperizia o alla mancata osservanza di quanto indicato in questa scheda tecnica, che ogni partecipante con la sua adesione dichiara di aver letta ed accettata incondizionatamente in tutte le sue parti.
N.B. Si precisa inoltre che la durata stimata è da intendersi come puramente indicativa. Una escursione è soggetta ad imprevisti che possono determinare un rientro posticipato rispetto a quanto previsto. I partecipanti sono pertanto tenuti a non programmare impegni vincolanti a ridosso dell’orario di rientro stimato. I capogita non si assumono l’onere di garantire un rientro anticipato o compatibile con esigenze personali di orario, nel rispetto dell’andamento dell’ escursione e delle aspettative di coloro che si sono iscritti per completarla integralmente. Resta ferma la possibilità di valutare soluzioni adeguate in caso di difficoltà fisiche o condizioni oggettive che impediscono la prosecuzione, situazioni che esulano da impegni personali programmati.

Descrizione del percorso:
La partenza è prevista dal complesso della Masseria Torre Nova, circondato dalle sue magnifiche bellezze paesaggistiche e dai siti archeologici che ne determinano la preminente importanza storica.
Dalla masseria si entra nella splendida pineta, risultato dei lavori di rimboschimento degli anni ’50 con i finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno e si prosegue verso ovest per raggiungere la costa. Dopo un breve tratto esterno alla pineta, costeggiando il mare, si raggiunge la Baia di Uluzzo e Torre dell’Alto con le suggestive falesie rocciose a strapiombo, con tipica vegetazione rupestre. Il toponimo della Torre Uluzzo rievoca il termine dialettale, uluzzo, con il quale si indica la pianta dell’asfodelo, particolarmente diffusa in questo territorio. La Torre sorge a poca distanza dalla strada litoranea, che si avvicina alla costa in prossimità della Baia omonima, a lato della splendida insenatura che la caratterizza e si erge alta su di una roccia, a strapiombo sul mare; comunica a vista con Torre dell’Alto a Sud e con Torre Inserraglio a Nord.
Torre dell’Alto, finita di costruire nel 1569, è ubicata su una scogliera a strapiombo a circa 50 metri s.l.m.: l’attributo “dell’Alto” non sembra però essere legato alla strategica collocazione del monumento, quanto piuttosto alla tipologia di quest’ultimo: il toponimo, infatti, trarrebbe origine dal termine dialettale Addu, a sua volta derivato dall’arabo haddou, che sta ad indicare un luogo protetto e fortificato. La Torre collega visivamente a Torre S. Caterina ed a Torre Uluzzo.
Da Torre dell’Alto, sempre all’interno della pineta, si prosegue fino a raggiungere i resti di un’imponente struttura con andamento lineare, datata all’Età del Bronzo. La fortificazione, che è attraversata dal sentiero che dall’ingresso di Villa Tafuri porta verso Torre dell’Alto, doveva probabilmente essere posta a difesa di un abitato i cui livelli di occupazione sembrerebbero essere segnalati dalla discontinua presenza in superficie di materiale ceramico ad impasto riferibile genericamente ad epoca protostorica, forse all’Età del bronzo. Tutto il sito, come il resto del nucleo storico del parco istituito nel 1980, e la stessa area occupata dalla fortificazione, è stato negli anni ’50 sede di impianto della pineta artificiale di Pino d’Aleppo.
L’intero Il paesaggio del Parco naturale regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano è la restituzione materiale e percettiva della relazione plurimillenaria tra l’Uomo e l’evoluzione dell’ambiente costiero neretino, a partire da almeno 150.000/100.000 anni fa.
La componente antropica e quella naturale hanno interagito e modificato il territorio lasciando tracce cospicue delle fasi di territorializzazione ascrivibili alle frequentazioni di gruppi neandertaliani prima e di gruppi Sapiens a partire da circa 45.000 anni fa.
Nel corso dei millenni, tali evidenze hanno formato depositi e aree di interesse archeologico che si estendono quasi senza soluzione di continuità in tutta la superficie del Parco e cronologicamente sono seguite, in età storica, dalle strutture di Età romana, dalle strutture difensive delle torri e masserie fortificate e dalle strutture e murature a secco che, pure con modalità differenti rispetto al passato, ancora oggi contribuiscono ad organizzare la fruizione e la percezione del Parco.
La vegetazione dell’Area di interesse del Parco e delle aree contigue è caratterizzata dalla presenza di specie arboree ed arbustive, conseguenza dei rimboschimenti eseguiti nel tempo, da macchie e garighe, da specie erbacee dei pascoli, degli incolti, da oltre venti specie di orchidee, da specie inserite nella lista rossa della regione Puglia con lo status di specie minacciata, oppure specie a rischio di estinzione in Puglia con lo status di vulnerabile, da vegetazione rupestre circoscritta alle falesie e in genere agli ambienti rupestri in vicinanza del mare, nonché da comunità sciafile delle grotte che colonizzano l’ingresso delle cavità carsiche, dei pozzi e degli ipogei artificiali, da vegetazione alofila della costa rocciosa esposta all’azione diretta del mare, da vegetazione delle dune embrionali, da vegetazione della zona umida sommersa delle “spunnulate” o degli stagni temporanei.
Il Parco presenta, inoltre, una “vocazione faunistica” caratterizzata tanto per la fauna stanziale quanto per quella migratrice, tenendo conto oltre che degli habitat presenti, della localizzazione geografica e della vicinanza ed interconnessione con altri ecosistemi.

La Masseria Torre Nova
La Masseria è costruita in blocchi di calcarenite locale secondo canoni estetici essenziali, attinenti quelli della villa rustica romana ed il complesso è circondato da vegetazione steppica, punteggiata di rocce affioranti. La sua destinazione economica preminente è stata quella dell’allevamento ovino, fino al secolo scorso: l’ampia corte a cielo aperto era originariamente suddivisa in recinti-cortili per pecore e capre, una tettoia, fienili ed altri rustici con funzione di depositi.
La Torre svetta a destra, di fronte all’ingresso principale, afferente ai modelli delle masserie fortificate erette fra il XV ed il XVI secolo. Attualmente, i suoi ambienti si sviluppano attorno ad un atrio centrale ipetro, a cui si accede attraverso un portale dalle linee rinascimentali; sul lato destro rispetto a chi entra, si apre un edificio che comprende, oltre alla sala adibita a conferenze, sale adibite a funzioni espositive e ad allestimenti di rassegne temporanee e/o permanenti.