
Sabato 11 e domenica 12 luglio 2026
Ferrate del Gran Sasso – Due giorni di ferrate con pernottamento al rifugio Franchetti
Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, Pietracamela (TE)
La Sezione del Club Alpino Italiano di Gioia del Colle “Donato Boscia”, propone due giornate di ferrate sul Gran Sasso, con pernottamento presso il rifugio Carlo Franchetti del CAI Roma.
Potremo percorrere le ferrate Ricci, Danesi e il sentiero attrezzato Ventricini; il numero e l’ordine delle ferrate verrà deciso dai capi gita in base alle condizioni meteo e alla velocità di progressione del gruppo.
Si tratterà di due giorni con percorsi lunghi, tecnicamente impegnativi e con dislivelli importanti; la cabinovia Prati di Tivo – La Madonnina questa estate non funzionerà e siamo costretti a cominciare la salita dalla Piana del Laghetto, con dislivelli totali intorno ai ±1300m al giorno. Sarà indispensabile uno zaino capiente, da almeno 30l, dato che dovrà contenere il set ferrata, il sacco lenzuolo (o a pelo), l’abbigliamento necessario, l’acqua e il cibo (spuntini a pranzo) necessari per due giorni.
LEGGERE ATTENTAMENTE LA SEZIONE EQUIPAGGIAMENTO
Visti i tempi di viaggio necessari per arrivare a Prati di Tivo dalla Puglia, si consiglia di partire il venerdì pomeriggio e dormire venerdì notte nei pressi di Prati di Tivo
SERVIZI E RELATIVI COSTI:
Cena, pernottamento e colazione al rifugio Franchetti: fino ad un massimo di 12 posti a 50€/pax (prezzo soci CAI)
Per usufruire dello sconto Soci CAI, portare la tessera CAI completa di bollino 2026, oppure il certificato PDF d’iscrizione annuale, scaricabile dalla propria pagina su My CAI https://soci.cai.it/ , oppure allegato alla mail che avete ricevuto dopo il rinnovo 2026
Le bevande a cena sono escluse e per il pernottamento è obbligatorio il sacco lenzuolo (o a pelo). In rifugio è dotato di coperte, cuscini e ciabatte. Non vengono forniti gli asciugamani.
Acqua potabile: Nessuna sorgente disponibile lungo i percorsi delle due giornate
Il rifugio non ha acqua potabile, vende bottiglie di acqua minerale
Capi gita:
AE-EAI Michele De Santis, Domenico Ognissanti, Nicola Lisco
Difficoltà: EE con passaggi di I e II anche in disarrampicata; EEA-F, brevissimi passaggi EEA-PD
Scale delle difficoltà nel ns sito: https://www.caigioiadelcolle. it/blog/scala-delle- difficolta/
Sabato 11 mattina – Da Piana del Laghetto (1630m) al rif. Franchetti (2433m)
Lunghezza: 4 km circa
Dislivello: +800 m circa
Tempo stimato di percorrenza: 2h30’ circa
Ferrata Ricci dal rif. Franchetti
Lunghezza: 3 km circa
Dislivello: +470 m circa
Tempo stimato di percorrenza: 4h circa soste escluse
Ferrata Danesi dal rif. Franchetti
Lunghezza: 3 km circa
Dislivello: +400m circa – *Discesa dalla Via Normale, con passaggi di I e II in disarrampicata a volte non assicurata*
Tempo stimato di percorrenza: 3h30’ circa soste escluse
Possibile concatenamento di rientro: Rif. Franchetti – Ferrata Danesi – sentiero attrezzato Ventricini – Piana del Laghetto
Lunghezza: 7 km circa
Dislivello: +370m -1200m circa
Tempo stimato di percorrenza: 7h circa soste escluse
Iscrizione aperta ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento 2026
L’iscrizione dei 12 posti disponibili è stata effettuata e completata il 26 gennaio 2026
EQUIPAGGIAMENTO OBBLIGATORIO: Casco, imbrago e longe ferrata OMOLOGATI, scarponi da trekking alti con protezione della caviglia, sacco lenzuolo o a pelo, zaino capiente (consigliato almeno 30l), lampada frontale
NON SARANNO AMMESSE PERSONE CON ZAINI PICCOLI E OGGETTI VOLUMINOSI APPESI ESTERNAMENTE
Equipaggiamento Consigliato: asciugamano personale, pantaloni da escursionismo lunghi, bastoncini telescopici, abbigliamento termico a strati adeguato alla stagione e alle temperature e venti, borraccia o waterbag da almeno 2l, giacca antivento/pioggia, occhiali da sole, berretto, guanti da ferrata e guanti caldi, scaldacollo, crema solare, 2 pranzi al sacco e/o alimenti energetici, fischietto, telo termico, kit pronto soccorso personale (con evidenza del gruppo sanguigno, farmaci personali e segnalazioni di eventuali allergie).
*Si consiglia di lasciare in auto un cambio completo di abbigliamento, scarpe incluse*
Organizzazione:
Sabato mattina appuntamento alle ore 8.45 al parcheggio del rif. Cima Alta, presso la Piana del Laghetto (Prati di Tivo – TE)
Il punto di incontro o la località di partenza dell’escursione va raggiunta con mezzi propri.
Gli accompagnatori non si assumono la responsabilità di formare gli equipaggi nel caso di condivisione delle auto
Si raccomanda la massima puntualità!
Obbligo del partecipante:
Essere fisicamente preparato, ed in possesso di abbigliamento ed attrezzatura adeguata all’escursione. Attenersi scrupolosamente alle disposizioni impartite dai referenti, non abbandonare il sentiero ed il gruppo, nonché collaborare per la migliore riuscita dell’escursione. I responsabili si riservano il diritto di non ammettere all’escursione coloro i quali non dimostrassero di essere in possesso dei requisiti fisici, tecnici o d’abbigliamento necessari. In caso di previsioni meteo avverse l’escursione potrà subire modifiche o essere rinviata a data da destinarsi.
I partecipanti sollevano i Capo gita e la Sezione da ogni responsabilità per qualsiasi incidente o inconveniente dovuti alla propria personale imperizia o alla mancata osservanza delle regole dell’andare in montagna e di quanto indicato in questa scheda tecnica, che ogni partecipante con la sua adesione dichiara di aver letta ed accettata incondizionatamente in tutte le sue parti.
DESCRIZIONE DEI POSSIBILI PERCORSI
Salita al rifugio Franchetti da Piana del Laghetto
Dalla località Piano del Laghetto (1630m), il sentiero sale lasciando sulla sinistra una grande croce, per raggiungere verso destra il crinale erboso dell’Arapietra. Quando il sentiero si fa più ripido ci si sposta dal filo del largo crinale sul versante destro, quindi la pendenza diminuisce e si arriva in vista dell’Albergo Diruto; il crestone qui è molto largo, quasi un pianoro. Dopo un tratto con massi sparsi, si raggiunge la stazione a monte della cabinovia della Madonnina (2007m 1h circa). Da qui si prosegue in direzione del Corno Piccolo e, raggiunto un bivio, si prende verso sinistra in direzione del Vallone delle Cornacchie (andando a destra si raggiugerebbe il sentiero attrezzato Pier Paolo Ventricini). Dopo alcune ripide svolte si raggiunge il Passo delle Scalette (2100m, a tratti attrezzato) entrando così nel Vallone delle Cornacchie. Si costeggia per un tratto la parete Est del Corno Piccolo da cui piano piano ci si stacca, per attraversare una selva di massi passando sotto l’arco di due pietroni (il Bacio). Poco oltre un breve tratto attrezzato e leggermente esposto guadagna lo sperone che divide in due il Vallone delle Cornacchie; si prosegue con numerose svolte per traccia ora più erta; quando la pendenza si fa meno forte, giunti ai margini di un pianoro erboso si vede il rifugio, che domina il Vallone appollaiato sopra un salto roccioso. Con un largo giro sulla destra attraverso i resti di vecchie frane e massi ciclopici, il sentiero sale abbastanza comodo fino ad arrivare al rifugio Carlo Franchetti (2433m – 2h/2h30 dal Piano del Laghetto)
Ferrata Enrico Ricci
Dal rifugio Franchetti (2433m), dopo aver indossato casco, imbrago e kit ferrata, si prende il sentiero a mezza costa sotto la morena del Calderone, portandosi ai piedi di una grande rampa rocciosa ben visibile dal rifugio. Qui cominciano i cavi della ferrata, su largo cengione inclinato che si risale con facile arrampicata, raggiungendo il filo di cresta della Cresta Nord della Vetta Orientale. Da questo punto si ha un colpo d’occhio grandioso sull’impressionante e vertiginoso abisso del Paretone del Corno Grande, che sprofonda per quasi duemila metri fino ai casolari di Casale San Nicola. Tenendosi a destra del filo di cresta si supera un risalto roccioso, quindi ci si sposta ancora a destra su rocce rotte e, superato un vasto anfiteatro in direzione sud, ci si affaccia con splendida vista verso il vuoto del Paretone e la verticalità dei Pilastri della Vetta Orientale. Ora un tratto più ripido, attrezzato con gradini e corde d’acciaio e a seguire il facile crinale che si percorre arrivando ad affacciarsi sulla bellissima conca del Ghiacciaio del Calderone, ricongiungendosi qui con la via normale che sale dal ghiacciaio. Seguendo la traccia e superando i piccoli salti rocciosi della cresta terminale si guadagna infine la Vetta Orientale (2908m). Per la discesa dalla vetta si ripercorrono i propri passi fino a individuare sulla sinistra un cavo metallico e i segnavia bianco-rossi che si abbassano superando facili salti rocciosi verso il Ghiacciaio del Calderone. Arrivati sulla morena del ghiacciaio, si prosegue su sfasciumi traversando verso il Passo del Cannone per ridiscendere così alla Sella dei Due Corni, potendo ammirare davanti a noi le Fiamme di Pietra del Corno Piccolo e la sua vetta. Dalla Sella, dopo un breve tratto ripido probabilmente ancora coperto da neve residua, il sentiero porta al rifugio Franchetti. Sulla Via Normale, che seguiremo in discesa, potrebbero essere presenti nevai residui.
Ferrata Francesco Danesi
Dal Rifugio Franchetti (2433m) si segue il comodo sentiero (possibile presenza di nevai residui) che risale il Vallone delle Cornacchie, traversandolo dolcemente fino alla Sella dei Due Corni (2547m). Da qui si scende nel Vallone dei Ginepri seguendo nello sfasciume le tracce che costeggiano le suggestive guglie a sud del Corno Piccolo (le Fiamme di Pietra). Si giunge quindi dopo poco all’attacco della via ferrata, segnalato sulla destra da una placca metallica. Si sale il canale ghiaioso che porta al forcellino tra la Torre Cicchetti e la Prima Anticima Sud del Corno Piccolo: è questa la piccola parete che costituisce la parte più spettacolare della ferrata, attrezzata con cavi fissi, staffe e scalette metalliche. Una volta giunti in cresta si prosegue sempre seguendo il cavo fisso tra enormi massi e grandiosi affacci verso il Vallone delle Cornacchie e il rif. Franchetti, fino a giungere in vetta (2655m) superando un placcone inclinato non attrezzato. La discesa avverrà lungo la suggestiva e mai banale Via Normale, che presenta tratti esposti e passaggi di I e II da effettuare in disarrampicata. Affrontando roccette e brecciai si ritorna così all’attacco della Via Danesi dal quale si può decidere di risalire alla Sella dei Due Corni e tornare al Franchetti, oppure scendere alla Madonnina per il sentiero attrezzato Ventricini.
Sentiero Attrezzato Pier Paolo Ventricini
Se le condizioni del gruppo e quelle nivo-meteo lo permetteranno, come possibile percorso di rientro alle auto potremo decidere se risalire alla Sella dei Due Corni (+150m) e tornare a valle ripassando dal Franchetti, oppure scendere dalla fine della Normale al sentiero attrezzato Ventricini che, girando tutto intorno al Corno Piccolo, ci porterà direttamente a La Madonnina. In tal caso il rientro sarà abbastanza più impegnativo, ma i panorami sulle pareti del Piccolo, la Val Maone e il Pizzo Intermesoli ripagheranno ampiamente delle fatiche aggiuntive.
Arrivati alla fine della Normale al Corno Piccolo, arrivati sui ghiaioni del Vallone dei Ginepri, si continua in discesa costeggiando le pareti rocciose; in breve si raggiunge un cavo che permette di traversare ed imboccare un forcellino che immette in un lungo canale attrezzato con cavo e qualche piolo e scaletta. Si prosegue con saliscendi per canali erbosi e rocciosi sotto alle bellissime Spalle del Corno Piccolo (due grandi e spettacolari placconate, ricche di storiche vie alpinistiche). In breve raggiungeremo la Forcella del Belvedere (2200m). Dopo aver superato altri canalini e camini, perderemo nettamente quota ed entreremo nello spettacolare Canale del Tesoro Nascosto, da cui poi dovremo risalire per circa +100m tra sfasciumi, ghiaioni e passaggi attrezzati su roccia. Riguadagnata la cresta, dove terminerà il sentiero attrezzato, percorreremo un lungo, panoramico e stretto sentiero che taglia i pendii erbosi alla base delle pareti settentrionali del Corno Piccolo; in circa 20’ raggiungeremo La Madonnina (2007m), dove ci immetteremo nel sentiero salito il giorno prima, che il 45’ circa ci riporterà al rifugio Cima Alta e alle nostre auto.
