25 Ottobre 2026 – “I valori etici, scientifici e storico-culturali custoditi dal Parco Naturale Regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano” – seconda parte

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Domenica 25 ottobre
“I valori etici, scientifici e storico-culturali custoditi dal Parco Naturale Regionale “Porto Selvaggio e Palude del Capitano” – seconda parte.
A distanza di alcuni mesi dall’escursione del 14 maggio all’interno del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano, organizzata in occasione dell’evento nazionale “In Cammino nei Parchi – sentieri per conoscere”, dopo l’esperienza del campo E!State Liberi! organizzato con Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e con il civico Museo della Preistoria di Nardò, il Comitato Scientifico della Sezione del Club Alpino Italiano di Gioia del Colle “Donato Boscia” propone una giornata volta alla conoscenza del progetto di “Ricostruzione dei Paesaggi Stratificati del Distretto della Preistoria di Nardò” che il Museo sviluppa per conto del Comune di Nardò, Ente di gestione del Parco, indagando la biodiversità vegetale del Parco e le trasformazioni in corso nell’area, dovute ad azioni di origine sia naturale che antropica, nel tratto compreso tra la Palude del Capitano e Torre Uluzzo. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il “Presidio Libera Leverano “Renata Fonte” e con il civico Museo della Preistoria di Nardò.

Il Parco Naturale Regionale, istituito con L.R. 15 marzo 2006, n. 6, interessa circa 1.122 ettari del territorio di Nardò, costituisce un articolato sistema di ambienti costieri, carsici e terrestri, in parte ricadenti nelle Zone Speciali di Conservazione di Torre dell’Alto, Palude del Capitano e Torre Inserraglio.

Capi Gita:
ONC Renzo Paladini
Umberto Spinelli

Difficoltà: E(leggere scale delle difficoltà nel ns sito) https://www.caigioiadelcolle.it/blog/scala-delle-difficolta/

Lunghezza: ~ 7 km
Dislivello positivo: ~ 60 mt
Tempo stimato di percorrenza: ~ 5 ore, soste incluse per le attività di divulgazione scientifica previste.
Località di partenza: prossimità spiaggia de “Il Frascone”, Nardò (LE)
Località di arrivo: Torre Uluzzo, Nardò (LE)

Iscrizione riservata ai soli Soci del Club Alpino Italiano in regola con il tesseramento per l’anno 2026, compresi i soci più piccoli del Family CAI

E’ obbligatoria la preventiva iscrizione ESCLUSIVAMENTE compilando il seguente form online entro le ore 19:00 di venerdì 16 Ottobre*
https://forms.gle/GAHBohEMLYVmQhkVA

L’iscrizione all’attività si intenderà accettata solo dopo aver ricevuto conferma via wathsapp  da parte di uno degli organizzatori.
NB. Non saranno accettate iscrizioni fatte con altri mezzi, l’unica modalità di iscrizione è il form preposto.

Dopo aver raccolto le iscrizioni, sarà creato un gruppo whatsapp, dedicato esclusivamente all’organizzazione e alla condivisione di ulteriori dettagli.

Organizzazione: Appuntamento Domenica 25 Ottobre alle ore 9.30 nei pressi del parcheggio di località “Il Frascone”, Nardò (LE)  https://maps.app.goo.gl/nFbUwSYQ2kpnPVzd8
Partenza escursione ore 10,00

Equipaggiamento:
Scarponi da trekking, possibilmente con protezione della caviglia (divieto perentorio di scarpe da ginnastica, o altre calzature pena l’esclusione), abbigliamento tecnico a strati, giacca anti vento/pioggia, occhiali da sole, cappellino, bastoncini da trekking, acqua (almeno 1.5 lt,  non ci sono fonti lungo il percorso), pranzo al sacco, oltre alimenti energetici, torcia con batterie di ricambio, fischietto, telo termico, kit pronto soccorso personale.
Si consiglia di lasciare in auto un cambio completo.

Obbligo del partecipante:
Essere fisicamente preparato ed in possesso di abbigliamento ed attrezzatura adeguata all’escursione. Attenersi scrupolosamente alle disposizione impartite dai referenti, non abbandonare il sentiero ed il gruppo, nonché collaborare per la migliore riuscita dell’escursione.
I responsabili si riservano il diritto di non ammettere all’escursione coloro i quali non dimostrassero di essere in possesso dei requisiti fisici, tecnici o d’abbigliamento necessari. In caso di previsioni meteo avverse l’escursione potrà subire modifiche o essere rinviata a data da destinarsi.
I partecipanti sollevano i Capo gita e la Sezione da ogni responsabilità per qualsiasi incidente o inconveniente dovuti alla propria personale imperizia o alla mancata osservanza di quanto indicato in questa scheda tecnica, che ogni partecipante con la sua adesione dichiara di aver letta ed accettata incondizionatamente in tutte le sue parti.
N.B. Si precisa inoltre che la durata stimata è da intendersi come puramente indicativa. Una escursione è soggetta ad imprevisti che possono determinare un rientro posticipato rispetto a quanto previsto. I partecipanti sono pertanto tenuti a non programmare impegni vincolanti a ridosso dell’orario di rientro stimato. I capogita non si assumono l’onere di garantire un rientro anticipato o compatibile con esigenze personali di orario, nel rispetto dell’andamento dell’escursione e delle aspettative di coloro che si sono iscritti per completarla integralmente. Resta ferma la possibilità di valutare soluzioni adeguate in caso di difficoltà fisiche o condizioni oggettive che impediscono la prosecuzione, situazioni che esulano da impegni personali programmati.

Descrizione del percorso:
Partendo da un sentiero adiacente alla spiaggia “Il Frascone”, dove la prof.ssa Rita Auriemma (Dipartimento Beni Culturali dell’Università del Salento) illustrerà brevemente le ricerche che su concessione MIC si svolgono sul sito di Età romana “Il Frascone”, si raggiungerà il sito S.I.C . “Palude del Capitano”, uno dei siti più interessanti e peculiari, trattandosi di una singolare area umida, conosciuta principalmente per la presenza di numerose doline carsiche originatesi per crollo o sprofondamento (da cui il nome dialettale di “spunnulate”, cioè “sprofondate”), della volta di cavità sotterranee. Il fondo di queste doline è occupato da specchi d’acqua di dimensioni variabili, con acque limpide e di natura salmastra, con salinità a variabilità stagionale. (P. Medagli, F. Ranaldo, 2026).
Nel sito della Palude del Capitano sarà proposta una attività divulgativa e dimostrativa sugli studi relativi al fenomeno del carsismo e sulle ultime scoperte scientifiche relative all’area, a cura di Raffaele Onorato del  Centro di Speleologia Sottomarina “Apogon”.
Lungo il percorso, con la presenza anche dai rappresentanti del Presidio Libera Leverano “Renata Fonte”, saremo guidati dal prof. Piero Medagli e dalla dott. Filomena Ranaldo che illustreranno lo studio attualmente in corso sulla flora del Parco, con lo scopo di realizzare una check-list ed una cartografia floristica delle specie più interessanti presenti, al fine di disporre di censimento completo ed una carta di distribuzione della flora e degli habitat, funzionali anche alle attività di tutela e di gestione.  
La vegetazione dell’Area di interesse del Parco e delle aree contigue è caratterizzata dalla presenza di specie arboree ed arbustive, conseguenza dei rimboschimenti eseguiti nel tempo, da macchie e garighe, da specie erbacee dei pascoli, degli incolti, da oltre venti specie di orchidee, da specie inserite nella lista rossa della regione Puglia con lo status di specie minacciata, oppure specie a rischio di estinzione in Puglia con lo status di vulnerabile, da vegetazione rupestre circoscritta alle falesie e in genere agli ambienti rupestri in vicinanza del mare, nonché da comunità sciafile delle grotte che colonizzano l’ingresso delle cavità carsiche, dei pozzi e degli ipogei artificiali, da vegetazione alofila della costa rocciosa esposta all’azione diretta del mare, da vegetazione delle dune embrionali, da vegetazione della zona umida sommersa delle “spunnulate” o degli stagni temporanei.
Al centro del SIC Palude del Capitano è ubicata la Masseria Bellimento, sede dell’omonima azienda Agricola. A poca distanza, presso la “spunnulata grande”, vi è un’altra costruzione in muratura, nota come la “Casa del Capitano”; anche qui ad un nucleo più antico costituito da tre piccoli vani a piano terra coperti a volta, di costruzione più antica, è stata aggiunta una costruzione su due piani in forma di torre, databile ai primi del ’900. Questa costruzione, originariamente realizzata con orizzontamenti in cemento armato, è poi rovinata ed è stata acquisita dal Comune di Nardò e ricostruita con solai in legno nell’ambito di un progetto di iniziativa comunitaria per essere adibita a punto informativo, centro di documentazione e punto di osservazione per l’avifauna.

Dopo le attività di divulgazione scientifica proposte, ci si incamminerà per raggiungere Torre Uluzzo, passando da Torre Inserraglio.
Il toponimo della Torre Uluzzo rievoca il termine dialettale, uluzzo, con il quale si indica la pianta dell’asfodelo, particolarmente diffusa in questo territorio. La Torre sorge a poca distanza dalla strada litoranea, che si avvicina alla costa in prossimità della Baia omonima, a lato della splendida insenatura che la caratterizza e si erge alta su di una roccia, a strapiombo sul mare; comunica a vista con Torre dell’Alto a Sud e con Torre Inserraglio a Nord.
La documentazione cartografica storica rivela come la denominazione originaria  di Torre Inserraglio fosse Torre del Crito, termine in vernacolo per indicare la pianta del “finocchio marino, “frangisassi” o “erba di San Pietro”; la denominazione attuale, pur con qualche variante, diverrà quella attuale a partire dal XVIII secolo. Anche questa struttura difensiva, come la precedente, è ascrivibile alla tipologia architettonica propria delle maestranze aragonesi: tuttavia, il restauro, effettuato già in passato, non ha restituito l’aspetto originario al monumento. Un edificio addossato alla Torre verso monte è stato adibito, in passato a casermetta.
Nell’ultimo tratto del percorso fino a Torre Uluzzo sarà possibile constatare il lavoro di segnaletica orizzontale che è stato eseguito durante la recente iniziativa del campo E!State Liberi! che, attraverso il progetto “Dal nostro seme…una foresta”, ha dato inizio ad una collaborazione con il Distretto della Preistoria di Nardò per la costituzione di una “Comunità del patrimonio” così come definita nella Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società (FARO, 27.10.2005).
Durante l’intera giornata si avrà modo, con il contributo dello staff scientifico del Museo della Preistoria di Nardò, di prendere maggiore consapevolezza che l’intero paesaggio del Parco naturale regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano è la restituzione materiale e percettiva della relazione plurimillenaria tra l’Uomo e l’evoluzione dell’ambiente costiero neretino, a partire da almeno 150.000/100.000 anni fa. Di come la componente antropica e quella naturale hanno interagito e modificato il territorio lasciando tracce cospicue delle fasi di territorializzazione ascrivibili alle frequentazioni di gruppi neandertaliani prima e di gruppi Sapiens a partire da circa 45.000 anni fa. Di come, nel corso dei millenni, tali evidenze hanno formato depositi e aree di interesse archeologico che si estendono quasi senza soluzione di continuità in tutta la superficie del Parco e cronologicamente sono seguite, in età storica, dalle strutture di Età romana, dalle strutture difensive delle torri e masserie fortificate e dalle strutture e murature a secco che, pure con modalità differenti rispetto al passato, ancora oggi contribuiscono ad organizzare la fruizione e la percezione del Parco.